Dati sanitari e privacy del paziente: quali sono le responsabilità?

Indice

La digitalizzazione della sanità ha semplificato l’accesso alle informazioni e migliorato la continuità delle cure, ma ha anche reso più vulnerabili i dati dei pazienti. 

Con l’aumento della condivisione di informazioni sensibili, garantire la riservatezza dei dati sanitari è fondamentale per proteggere i diritti dei pazienti. 

Cartelle cliniche elettroniche, sistemi cloud e referti online sono strumenti indispensabili nella pratica clinica, ma espongono professionisti sanitari e strutture piccole o grandi a nuove responsabilità. 

Il dato sanitario rientra tra le informazioni più sensibili tutelate dal GDPR, e il suo trattamento scorretto può avere conseguenze legali, etiche e deontologiche.

Cosa si intende per privacy del settore sanitario?

La privacy del settore sanitario riguarda la protezione delle informazioni personali relative alla salute degli individui: include tutti i dati che possono identificare un paziente e che rivelano dettagli sulla sua condizione medica, trattamenti ricevuti o storie cliniche.  

La tutela della privacy in ambito sanitario è dunque fondamentale per garantire che queste informazioni siano trattate con il massimo rispetto e sicurezza.

Cosa prevede la normativa per i professionisti sanitari

Il Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati (GDPR) impone a medici e operatori sanitari l’obbligo di trattare i dati del paziente in modo lecito, trasparente e sicuro. 

Per esempio: 

  • raccogliere e conservare solo le informazioni necessarie alla cura;  
  • informare il paziente sulle modalità di trattamento e sui tempi di conservazione;  
  • adottare misure tecniche e organizzative per ridurre i rischi di violazioni o accessi non autorizzati.  

Il GDPR stabilisce regole specifiche per il trattamento dei dati sanitari e della privacy dei pazienti, come il consenso informato o il diritto all’oblio.  

Si rivolge inoltre a tutte le strutture sanitarie, dai piccoli studi agli ospedali di grandi dimensioni, e ogni professionista è responsabile delle proprie scelte in materia di protezione dei dati.

Tutela della privacy in sanità

Le strutture sanitarie devono implementare misure tecniche e organizzative adeguate per garantire che i dati siano protetti contro accessi non autorizzati e perdite accidentali. 

Ciò può implicare l’adozione di alcune misure di sicurezza come:  

  • sistemi di crittografia per la protezione dei dati in transito e in archiviazione;  
  • autenticazione forte per limitare l’accesso ai soli autorizzati;  
  • formazione continua del personale su privacy e cybersecurity.  

La trasmissione via e-mail o messaggistica, per esempio, comporta rischi elevati: i referti e i dati sensibili dovrebbero essere condivisi solo tramite canali cifrati e con protocolli di comunicazione sicuri.

Sfide nella gestione dei dati sensibili sanitari

Foto nel dettaglio di un medico che scrive al pc

Nella pratica quotidiana, le strutture sanitarie affrontano diverse sfide relative alla gestione dei dati sensibili. Tra queste ci sono: 

  • aumento delle minacce informatiche. Gli attacchi informatici possono compromettere la sicurezza dei dati sensibili;
  • mancanza di formazione adeguata. È essenziale formare il personale sulle normative vigenti e le migliori pratiche per il trattamento dei dati personali; 
  • difficoltà nel garantire trasparenza. Comunicare chiaramente ai pazienti come vengono utilizzati i loro dati è fondamentale. 

Nelle strutture ospedaliere, la tutela della privacy può manifestarsi attraverso varie azioni concrete. Ad esempio, l’utilizzo di sistemi digitalizzati sicuri per l’archiviazione delle cartelle cliniche consente una conservazione e una trasmissione più sicura delle informazioni. 

Inoltre, politiche interne riguardanti il segreto professionale sanitario devono essere rigorosamente attuate per evitare violazioni involontarie da parte del personale. 

L'importanza del segreto professionale sanitario

Il segreto professionale sanitario è un dovere etico e legale. I professionisti devono mantenere la riservatezza riguardo alle condizioni mediche dei pazienti e non divulgare informazioni senza un consenso appropriato.  

Questo principio è essenziale per evitare timori riguardanti l’uso improprio delle informazioni personali e costruire un rapporto di fiducia tra pazienti e operatori sanitari. 

Per comprendere nel dettaglio le proprie responsabilità, prevenire i rischi di violazioni e scoprire come unire al meglio etica e competenza digitale, nel catalogo Pharlo è disponibile il corso ECM FAD “Sicurezza e privacy del paziente, quale è la responsabilità del Professionista Sanitario?” 

 

La sicurezza dei dati, oltre a essere una questione normativa, è soprattutto un’estensione del principio di non nuocere che guida la professione medica. 

Garantire la riservatezza delle informazioni significa tutelare la dignità e la fiducia del paziente, rafforzando la relazione di cura in un contesto sempre più digitale. 

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